Benevento, locanda delle streghe, noce delle streghe, leggende streghe, piatti tipici del Sannio, noce di Benevento, misteri, ricette
La leggenda delle streghe si muove all'interno dell'opera di cristianizzazione dei Longobardi - adoratori della vipera - caparbiamente perseguita da San Barbato anche noto per la trasformazione della vipera d'oro in calice (la storia a sua volta ha accertato anche la correlazione della leggenda con il culto di Iside, demonizzata nella prima età cristiana). Attribuita al vescovo di Benevento, San Barbato appunto, anche la estirpazione del famoso noce intorno al quale la leggenda voleva il ritrovarsi di partecipanti al convegno sabbatico (lungo il fiume Sabato) le quali - definite streghe a partire dal secolo XII - si adunavano periodicamente per la celebrazione di riti demoniaci e dissacratori. Quando le streghe per qualche ostacolo non possono muoversi di casa per Partecipare al sabba, debbono ricorrere ad un espediente: si cospargono con l'unguento magico (composto col grasso dei bambini morti senza battesimo) e si mettono a letto reclinate sul gomito sinistro. In questa posizione emettono dalla bocca una nuvola magica dove vedono, come su di uno schermo, quanto accade al sabba. Se non c'è ostacolo, allora, per evitare di essere scoperte, addormentano i mariti, lasciano al loro posto un corpo ectoplasmatico o un diavolo succubo e prendono il volo, in groppa ad un caprone, verso il luogo dei loro desideri.